sabato 23 giugno 2012

Castles Made of Sand

Jimi Hendrix arrivò ad Essaouira nel luglio del 1969.
Un mese prima della sua esibizione a Woodstock.
Ci erano già passati Stones, Jefferson Airplane, Leonard Cohen e diversi altri: Essaouira alla fine degli anni 60 era diventata uno dei santuari della psichedelia.
Sulla spiaggia a sud di Essaouira c'è un castello. I resti di un castello.
Mareggiata dopo mareggiata si sta sciogliendo, poco per volta.


F. Barilari - Essaouira - Medina

Down the street you can hear her scream you're a disgrace
As she slams the door in his drunken face
And now he stands outside
And all the neighbors start to gossip and drool
He cries oh, girl you must be mad,
What happened to the sweet love you and me had?
Against the door he leans and starts a scene,
And his tears fall and burn the garden green

And so castles made of sand fall in the sea, eventually
A little Indian brave who before he was ten,
Played war games in the woods with his Indian friends
And he built up a dream that when he grew up
He would be a fearless warrior Indian Cheif
Many moons past and more the dream grew strong until
Tomorrow he would sing his first war song and fight his first battle
But something went wrong, surprise attack killed him in his sleep that night

And so castles made of sand melts into the sea, eventually

There was a young girl, who's heart was a frown
Cause she was crippled for life,
And she couldn't speak a sound
And she wished and prayed she could stop living,
So she decided to die
She drew her wheelchair to the edge of the shore
And to her legs she smiled you wont hurt me no more
But then a sight she'd never seen made her jump and say
Look a golden winged ship is passing my way

And it really didn't have to stop, it just kept on going...

And so castles made of sand slips into the sea, eventually

Jimi Hendrix - Castles Made of Sand



mercoledì 20 giugno 2012

Letture d'Autore


- Lo sguardo dell’architetto ci conduce alla lettura di un capolavoro di architettura.
---
Un'intervista pubblicata oggi su PresS/Tletter, web magazine di architettura, diretto da L. Prestinenza Puglisi. Il progetto di cui parlo è l'attico in Falkestrasse a Vienna, progettato nel 1983 dallo studio Coop Himmelb(l)au.
Questa è un'animazione postuma, ma particolarmente accurata


“…we think that the drawing in architecture, that is, the unconscious act, which calls logic into question, could be the “blind spot”. The coincidence that is not a coincidence, leads us to a method of design in which the drawing becomes important. Free from physical constrains, without thinking about spatial consequences, the drawing comes into being an instant, and “administrates” the building. And when you see the drawing, created in an explosive moment, you see the superimposition of plan, elevation and section. Everything is in drawing.” 
Wolf Prix, LectureDresden, 1995



mercoledì 13 giugno 2012

Moleskine Cartoon - Australia

video

Un viaggio in Australia riassunto ed animato su una Moleskine: Sono pieno di Moleskine con disegni fatti durante i viaggi.
Un amico mi aveva fatto vedere alcune bellissime animazioni realizzate con la tecnica del "stop-motion" da Blu, un graffitaro che realizza video con disegni fatti sui muri.
Mi interessava la tecnica e non l'avevo mai provata, allora ho pensato che per una volta avrei fatto un disegno animato, anzichè statico, su una Moleskine.
La musica è "Browned Eyed Girl" dell'irlandese Van Morrison, che per me è praticamente un Dio, sceso in terra da un qualche Olimpo delle Note (sono sicuro che ce ne sia uno da qualche parte).
Mi piaceva lasciare l'immagine grezza del video: che si vedessero le mani che giravano le pagine del taccuino, le cancellature e tutto il resto.
In questo modo, per me rendevano bene l'idea di un taccuino per appunti di viaggio: Un "carnet de voyage" animato.
Un cartoon tutto per Fabiana DR questo.

giovedì 7 giugno 2012

Memorie


"Il brutto è sempre parente del falso: e questo è forse un buon criterio di giudizio artistico. 
Mentire è l'essenza del brutto"
Andrea Emo




Ho sempre istintivamente associato gli effetti della distruzione di un monumento o di un centro storico, per una comunità, agli effetti dell’Alzheimer per un individuo.


Lo so che non è proprio così: in realtà la comunità sopravvive al crollo di un' architettura. 
Vale però la pena di fermarsi a ragionare su quale senso possa avere impiantare una memoria finta ed artificialmente antica quando qualcosa di importante viene distrutto. 


Il punto è senz'altro come intervenire per puntellare e consolidare i simboli architettonici ed urbanistici nei quali una comunità si riconosce, prevenirne la loro morte, ma anche come garantire una continuità nella produzione di tali simboli e punti di riferimento, nei tempi di sviluppo propri di una comunità.
In realtà, se si accetta l'ineluttabilità di una "morte" delle architetture (come degli individui), quando questo accade, è il secondo punto quello più importante.

La "memoria" vale realmente solo se vera e in arte (ed in architettura) la verità di un'opera si misura in funzione della profonda interpretazione e lettura dell'epoca in cui viene prodotta.

Il principio del "com'era dov'era" è probabilmente valido in senso relativo - una copia bella è meglio di un originale brutto - ma è certamente deteriore in senso assoluto: una copia resta sempre, inevitabilmente un falso.

Per questo, il modo sano di ragionare non è (solo) quello di pensare alla ricostruzione di quanto è venuto giù ma cosa produrre di nuovo e di vero affinchè ad una comunità vengano dati nuovi simboli e nuove "memorie" da condividere e nelle quali riconoscersi. 


venerdì 1 giugno 2012

Drawing Architecture - Dalaman Harbour: Studies

Dalaman Harbour - Turkey - Studies

Dalaman Harbour - Turkey - Studies

Dalaman Harbour - Turkey - Studies

Dalaman Harbour - Turkey - Studies